giovedì 16 novembre 2017

Orbetello, pedalare sulla laguna

Ecco un'altra delle nostre meraviglie naturali, tutta italiana, che è riuscita a sorprendermi. La Laguna di Orbetello. Non ero preparato a percorrere in bicicletta questo parco naturale, i programmi erano altri, anche per questo motivo è stata una piacevole sorpresa.


Uno stupendo anello ciclabile immerso nell'ampia  pineta posta nel tombolo sud della Laguna di Orbetello. Trattandosi di un percorso circolare è possibile iniziare il giro da un qualsiasi punto, noi siamo partiti dal lato del monte argentario dove si può soggiornare al camping o all'area di sosta Camper, è ovviamente possibile partire anche dal centro Orbetello che è attraversato per tutta la lunghezza da una comoda pista ciclabile.

Partendo dall'area di sosta dopo un paio di curve su asfalto si entra subito nel parco Riserva del Tombolo Della Feniglia. La Feniglia è una duna sabbiosa racchiusa tra la collina di Ansedonia e il Monte Argentario, la parte interna si affaccia sulla Laguna di Orbetello, mentre la parte esterna direttamente sul mare. La Pista ciclabile la attraversa su tutta la sua lunghezza (circa 6 Km).

Percorrendo la pista ciclabile al centro della duna, talmente ricca di vegetazione, non ci si rende conto ne della presenza del mare, alla nostra destra (direzione sud), e neanche della laguna alla nostra sinistra (direzione nord). 
Per poter ammirare e assaporare la vista del mare e della spiaggia è necessario prendere dei sentieri (percorribili tranquillamente con la bicicletta) e fare una leggera deviazione. E' anche possibile parcheggiare la bicicletta su rastrelliere e godersi un po' di spiaggia.

Noi essendo nel periodo pasquale non avevamo le temperature necessarie per poter fare il bagno, ma abbiamo immaginato che nel periodo estivo debba essere molto bello concedersi un bagno e poi tornare a rinfrescarsi in pineta. non per questo abbiamo rinunciato al tepore dei raggi solari e ad un po' di riposo distesi sulla spiaggia finissima.

Ripresa la bicicletta abbiamo optato per un'altra deviazione rispetto alla via principale per poter ammirare da vicino la laguna, ricca di animali acquatici guidati dal pungente profumo salmastro che riempiva l'aria.

Due meraviglie ci attendevano quasi al termine del tombolo (vicino alla Sede del Corpo Forestale dello Stato, loc. Ansedonia): un piccolo saggio archeologico che restituiva i resti di un abitato risalente alla prima età del Ferro (IX sec. a.C.) testimonianza dell'antica frequentazione di quest'area e un branco di cervi particolarmente mansueti.

I bambini, e non solo loro, facevano a gara per avvicinarli e per dare loro da mangiare carote. I cervi mostravano di gradire con vorace appetito.

Risaliti in sella e superato il ristorante all' uscita del tombolo decidiamo di allungare il nostro percorso  con una breve ma ripidissima deviazione per visitare l'area archeologica di Cosa.

L'Area è un antica colonia romana di cui si conservano domus private, l'area forense e uno splendido capitolium posizionato sula parte sommatile dell'altura con meravigliosa vista sul monte argentario. Anche il piccolo museo locale merita una visita.

Usciti dalla porta urbica, ripartiamo in bicicletta contenti di sfrecciare giù dalla discesa e davanti a noi si apre il magnifico scenario delle saline e della laguna retrostante.

La ciclabile procede con andamento pianeggiante fino ad Orbetello costeggiando in parte la ferrovia.

Ci fermiamo letteralmente attratti dal profumo di un laboratorio di pasticceria i cui proprietari sono molto gentili ci mostrano la tecnica di lavorazione dei cantuccini e di altri dolciumi, e così rifocillati e contenti riprendiamo il nostro cammino sulla ciclabile verso il ponte sulla laguna.

Anche questo tratto di ciclabile sul ponte sempre su sede separata ci offre viste suggestive sulla laguna, sopratutto ora che il sole sta calando e ci fermiamo ad ammirare quello che resta di un vecchio mulino in mezzo all'acqua.

L'ultimo tratto dal ponte sino ai campeggi si inserisce nella stretta fascia costiera tra la laguna e il Monte Argentario. Arriviamo al punto di partenza, stanchi per la pedalata, ma molto soddisfatti della nostra giornata.
Il Percorso


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