lunedì 17 marzo 2014

Viaggio in MTB in Turchia

Un Racconto di Viaggio di Marco Mazzola

Grazie all’opportunità di Cuboviaggiatore, vi volevo raccontare del viaggio che ho fatto in Turchia da Izmir (Smirne) a Fethiye di 800 km con la mia MTB (con ruote non tassellate)

 

Il periodo da scegliere per un viaggio come questo in Turchia è molto importante, luglio ed agosto sono i due mesi più’ caldi e pedalare sotto il sole con temperature da 35 a 40 gradi diventa veramente massacrante, quindi sarebbe meglio evitare questo periodo. Io ho scelto le ultime due settimane di Maggio, quando le temperature si attestano sui 25/30 gradi e diventa veramente difficile prendere la pioggia.

In aereo da Torino a Izmir


Sono partito da Torino con il volo su Monaco della Lufthansa per poi proseguire alla volta di Izmir; volendo si può’ anche prendere il diretto della Turkish Airlines da Torino ad Istanbul e poi prendere un volo interno da Istanbul per Izmir, il tutto dipende dai costi e dall’orario in cui si vuole partire/arrivare.

Izmir (Smirne in italiano) è una città di 3,5 milioni di abitanti della Turchia centro-occidentale, la terza del paese per numero di abitanti dopo Istanbul e Ankara

Una volta arrivato ad Izmir ho affittato una macchina (volendo si può’ anche prendere un taxi visto che ci sono tanti taxisti che hanno il Doblò o mezzi simili) e mi sono recato nel centro della città’ dove avevo prenotato l’albergo (c’è solo l’imbarazzo della scelta).

Ho preferito pernottare in città così alla sera ne ho approfittato per fare una passeggiata sul Kordon (strada che costeggia la baia) e vedere le luci di Karsiyaka (l'area urbana a nord della baia di Izmir) che si riflettevano sull’acqua della baia.

Day 1: Izmir - Selcuk (79 Km)


Il giorno dopo di buon mattino ricarico la bici sull’auto e ritorno all’aeroporto per consegnare il mezzo; la bici è stata già montata il giorno prima all’albergo dove molto gentilmente i gestori si sono resi disponibili a tenermi lo scatolone usato per il trasporto...mi servirà per imballare la bici al mio ritorno. Inizio cosi dall’aeroporto di Izmir la mia prima tappa di 79 km alla volta di Selcuk.

Dall’aeroporto si prende per Menderes con la strada che e’ quasi pianeggiante.

Dopo circa 15 km si inizia a salire per 7 km (la salita non è impegnativa) fino in cima ad un colle per poi proseguire in discesa fino a Gumuldur dove si incontra il mar Egeo.

Da qui si costeggia il mare sino a Selcuk.

Ci sono in questo tratto di strada ci sono continui sali e scendi non impegnativi ma interminabili.

Per fortuna gli ultimi 10 km sono pianeggianti e vanno dalla bellissima baia con la spiaggia di sabbia fino alla cittadina di Selcuk.

A Selcuk ho pernottato al Amazon Antique Hotel un B&B con un grazioso giardinetto dove ti servono la colazione al mattino.

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Day 2: Visita di Efeso e Casa di Maria


Il giorno seguente l’ho usato per visitare Efes (Efeso) e la casa di Maria. Selcuk si trova infatti soltanto a 5 Km da Efeso.

Èfeso (greco: Έφεσος, Éphesos; latino: Ephesus) fu una delle più grandi città ioniche in Anatolia, situata in Lidia alla foce del fiume Caistro, sulla costa dell'odierna Turchia. La città si trovava in quella che è l'attuale Turchia approssimativamente fra le città di Smirne e Aydin. (continua a leggere su Wikipedia)

Foto della Biblioteca di Celso.

Il Teatro. Situato nella parte orientale della città, tra l'agorà commerciale e le terme del teatro, l'impianto originale è ellenistico ma ha subito interventi successivi. È un teatro a "schema greco", cioè con la cavea che supera il semicerchio. La cavea fu ulteriormente ingrandita durante il periodo di Claudio e Nerone fece costruire la frons scaenae. Aveva una capienza di 24.000 spettatori, è celebre per l'episodio narrato negli Atti degli Apostoli in cui San Paolo venne duramente contestato dai venditori di statuine di Artemide al grido di "grande è la Diana degli Efesini". (continua a leggere su Wikipedia)
La Via de Cureti detta anche via Sacra che si apre tra la biblioteca di Celso e la porta di Eracle, con pavimentazione in marmo e pietra, tra colonne, piedistalli, basmenti, capitelli, fregi e statue.
La biblioteca di Celso di Efeso fu realizzata in  135 d.c. in onore di Tiberio Giulio Celso Polemeano, illustre personaggio che ricoprì tutte quante le cariche previste dal cursus honorum romano (fu persino insignito della carica di proconsole d'Asia nel 106 e morì poco prima del 117). L'edificio fu realizzato ad opera del figlio di Celso, Gaio Giulio Aquila, il quale lasciò in eredità alla città di Efeso i denarii per l'acquisto dei libri. (Continua a leggere su Wikipedia...)

La via del Porto, la via che conduce al porto di Efeso. Era la via più grande di efeso, tuttora costruita in marmo, su unn lato le colone trionfali e su un lato le Terme del Porto.

Le Terme. Vi erano ben quattro impianti termali. Il più grande situato a nord-ovest della agorà civile, detto Terme del Porto. Furono ultimane nel III secolo e contengono, oltre ai consueti ambienti, due "sale marmoree" di transito che svolgevano una funzione di omaggio e esaltazione della figura dell'imperatore. (continua a leggere su Wikipedia)
Casa della Madonna. Sulla strada che da Smirne in direzione di Pamukkale, passando accanto alla porta superiore dell’antica città di Efeso si giunge ad una chiesetta bizantina sul sito della quale si crede che sia vissuta e morta la Madonna. Venerata tanto dai cristiani quanto dai mussulmani con offerte votive è visitata per implorare grazia e guarigioni. (Continua a leggere... )
Day 3: Selcuk - Guzelcamli (45 Km)


Riparto il terzo giorno per la tappa che mi porterà da Selcuk a Guzelcamli di 45 km.

Questa tappa passa dalla città di Kusadasi (il cui nome significa "isola degli uccelli") dove è d’obbligo una sua visita.

Si prosegue sempre costeggiando il mare fino a Guzelcamli .

Lasciati i bagagli all’Hotel ho visitato il parco naturale che si trova nella penisola proprio di fronte all’isola di Samos.
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Day 4: Guzelcamli - Akbuk (95 km)


Il quarto giorno tappa da Guzelcamli a Akbük di 95 km.

Si prende direzione Soke (citta’ famosa per la produzione di cotone con parecchi outlet di abbigliamento) da Soke inizia un rettilineo pianeggiante di 35 km con vento laterale che lo fa diventare interminabile.

Volendo si può prendere una strada alternativa che passa più sulla costa.

Sosta a Didim famosa stazione balneare prima di arrivare a Akbük.

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Day 5: Akbük - Kiyikislacik (50 km)


Quinto giorno si parte da Akbük per Kiyikislacik (la vecchia Iasos) di 50 km. Da Akbük si potrebbe andare direttamente a Kazikli (salita impegnativa) io ho preferito fare la costa passando poi nell’entroterra da Bozbuk...pochissimo traffico ... si può dire che se ho incontrato due macchine è tanto. Questa tappa non è lunga ma le salite sono tante e talvolta toccano il 10%. Arrivati a Iasos si prende per una strada con una difficile rampa al 10% e si va fino al Iassos Modern resort dove si puo’ pernottare.

Consiglio di mangiare a Iasos al ristorante con il deor sul mare...prendete un buon cupra (Orata) con un’insalata mista ed un ottima Birra Efes.

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Day 6: Iasos - Bodrum (60 km)


Il sesto giorno tappa da Iasos a Bodrum di 60 km. Non è una tappa dura anche se appena partiti si trova una scalata di 4 km con punte al 10%...dopo però come quasi ogni salita che si rispetti vi è la discesa. A 18 km da Iasos ci si immette nella statale che collega Milas a Bodrum, la strada è molto trafficata e bisogna fare un po’ di attenzione soprattutto ai camion che non hanno una grande attenzione per i ciclisti.

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Day 7: Visita di Bodrum


A Bodrum, l’antica Halikarnasso, non avete problemi a trovare per dormire, potete trovare ottimi hotels come anche B&B. Suggerisco di fermarvi per un giorno e visitare Bodrum e la sua penisola. Questo e’ anche necessario se dovete aspettare il ferryboat per andare sulla penisola di Datca. In maggio non c'è tutti i giorni, www.bodrumferryboat.com .

Day 8: Bodrum - Akyaka (102 Km)


 Ottavo giorno ci si imbarca per Datca (due ore di attraversata) e si prosegue per Akyaka passando per Marmaris km 102.  La tappa e’ durissima sia per la lunghezza che per la salita, si attraversa tutta l’omonima penisola scalando anche una “montagna”; se si è stanchi ci si può fermare in Marmaris.

Akyaka e’ un piccolo paese all’inizio della baia dove un piccolo torrente d’acqua dolce confluisce nel mare; li possiamo vedere i pesci d’acqua dolce a due metri dal mare. Essendo una stazione balneare non avete problema per trovare a dormire.

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Day 9: Akyaka - Dalyan (60 km)



Nono giorno da Akyaka si riparte per Dalyan di 60 km. La tappa è pianeggiante con dei tratti di sali e scendi. A Dalyan dovete fermarvi un giorno e prendere uno dei barconi che vi porteranno fino alla spiaggia dove depositano le uova le tartarughe Caretta Caretta.

Nel tragitto vi fanno fare un tuffo nel lago Koycegiz Golu, una sosta al Dalyan Mud Bath e passerete davanti alle famosissime tompe Licie scolpite nella roccia.

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Day 10: Dalyan - Fethiye (80 km)


Decimo giorno da Dalyan a Fethiye di 80 km. Alla partenza consiglio di prendere la strada per Dalaman quella che passa dal lago Sulungur, dovete fare più salita, ma è meno trafficata e molto più bella dal lato paesaggistico. 

Nel tragitto se volete potete fare una sosta a Gocek.
Arrivati a Fethiye proseguite per Oludeniz (una delle spiagge più belle delle Turchia), vi aspetterà una ripida e lunga salita, ma al culmine della stessa avrete un bel panorama da gustarvi. Ad Oludeniz potete trovare tranquillamente da dormire non resta che scegliere solo quanto pagare.


Qui potete fermarmi per quanti giorni volete anche perché ci sono parecchie cose da vedere. Visitare Fethiye vale sicuramente la pena.

Come anche fare l’escursione in battello delle 12 isole. Alla sera salite alla vecchia Oludeniz dove ci sono bar e ristoranti uno di fianco all’altro. 

Sempre in bici, se vi sono rimaste delle energie, andate a Kayakoy (antico villaggio Greco disabitato). 

Se proseguite per la strada vecchia che porta a Fethiye, riuscirete a vedervela dall’alto con un bel panorama sulla sua baia.
Beh! Il mio viaggio finisce qui adesso non mi resta che noleggiare un’auto e ritornare indietro fino ad Izmir.

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Consigli per i viaggiatori


Consiglio di portarvi delle camere d'aria di scorta in quanto non troverete tanti negozi per le riparazione ed il tipo di asfalto è abbastanza grezzo. Vi ricordo ancora che il ciclista come il pedone non sono tanto considerati dai guidatori; fate attenzione!!!
Pero’ troverete un’ottima accoglienza e disponibilità, come un ottimo ed ancora abbastanza economico cibo. Per altre informazioni o consigli da parte di Marco potete o lasciare un commento a questo post oppure contattare Cuboviaggiatore nella pagina contattaci.

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