sabato 21 settembre 2013

Day 1: Apripista d'eccezione, Le Risaie e Il Lago D'Orta

Vi ricordate Aldo di Pedalando per non dimenticare. Ebbene sì. Oggi è stato un apripista di eccezione, mi ha accompagnato per i primi 60 km del mio viaggio nella prima tappa è stato veramente grande, perché mi ha "portato" (sono stato sempre a ruota) nella pianura vercellese sino a Santhià con medie intorno ai 30 km/h.

Dopo un caffè, le foto di rito, e i saluti è ripreso il mio viaggio nella pianura del vercellese in mezzo alle risaie, lungo la direttrice - Carisio - Buronzo - Rovasenda - Gattinara (famosa per il vino).


Il Panorama delle risaie è molto piacevole (in questo periodo le piante di riso sono mature e non allagate) anche se purtroppo ho dovuto fare i conti con nuvole di moscerini, era come se ogni tanto qualcuno mi tirasse secchiate di insetti addosso, la cosa però importante in quel momento era tenere la bocca chiusa. A Gattinara ho incontrato un paio di ciclisti, che incuriositi dal mio bagaglio hanno iniziato a socializzare, pur andando molto più forte di me sono stati molto gentili a tenermi compagnia e a mostrarmi la strada per Gozzano. Questo è uno degli aspetti che amo di più del viaggiare, gli incontri casuali, la solidarietà, e l'entusiasmo contagioso.

L'arrivo sul lago d'Orta è stato un pochino deludente, pur essendo il posto bellissimo, cercavo un posto dove fermarmi in riva al lago per mangiare i miei panini godendomi la vista e tristemente scopro che non esiste un metro di lago accessibile, è un continuo di cancellate, muretti, recinzioni, ma di poter accedere al lago nessuna possibilità. C'è una striscia di terra di pochi metri tra la strada e la riva del lago, ma nonostante lo spazio esiguo è un continuo di case, e non solo d'epoca, ma alcune di nuova costruzione. Personalmente l'ho trovato uno scempio, le risorse naturali dovrebbero essere accessibili a tutti e non ad uso esclusivo di pochi privati almeno in maniera così eccessiva.

Finalmente trovo una stradina di non più di 2 metri di larghezza tra una villa d'epoca e il circolo velico di Orta che porta al lago, qui posso finalmente mangiare i miei panini godendomi la tranquillità delle acque del lago in barba alla imperversante proprietà privata.
Prima di andare in hotel decido di farmi un giretto a Orta, presa d'assalto dai turisti del weekend tutti rigorosamente in automobile, faccio un giro veloce qualche foto e poi affronto la salita verso Ameno, che ha pendenze intorno al 7-8%.
Le temperature si fanno sentire e arrivo molto sudato all'Hotel Monterosa dove sono molto gentili e disponibili e la stanza, pur essendo una singola, è spaziosa con una stupenda vista sul lago e sulle montagne e in particolare il Monterosa (da questo penso prenda il nome). Cena è di ottima qualità, l'hotel ha un bellissimo orto di ragguardevoli dimensioni dal quale attingono le verdure per il ristorante. Il gestore Federico ha una grande sensibilità per le bicicletta, se avesse avuto tempo mi avrebbe accompagnato anche sino al confine.Grazie per l'ospitalità Federico spero di avere presto occasione di tornare all'hotel Monterosa.

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