giovedì 20 ottobre 2016

Cornaley e una gita non programmata

Colto dal bisogno impellente di staccare la spina dalla vita quotidiana decido di prendermi un paio di giorni di ferie e di fare un micro viaggio in bicicletta, 2 giorni massimo, sopratutto considerando che quest'anno non ho una grande condizione.



Decido di contattare Lorenzo e di proporgli di unirsi a me, ovviamente Lorenzo ha mostrato come al solito la sua grande passione e il suo entusiasmo e mi ha subito detto di si. Non è però stato facile trovare una location di destinazione per questo giro in bicicletta. Con Lorenzo ci siamo sentiti più di una volta e abbiamo fatto diverse ipotesi. Purtroppo siamo anche incappati in diversi problemi logistici. abbiamo provato con dei rifugi (l'idea iniziale era di usare la MTB), ma alcuni erano chiusi e gli altri erano senza disponibilità, e quindi abbiamo optato per la bici da strada e per una insolita gita di 2 giorni Cornaley.

Cornaley è  una località abbarbicata sopra Settimo Vittone ai confini tra Piemonte e Val d'Aosta.

Tra i vari tentativi trovare un posto dove potersi fermare Lorenzo ha chiamato il suo amico Piero titolare del Ristorante La Baracca per chiedere la disponibilità di Bed and Breakfast in prossimità di Cornaley.

La risposta di Piero è stata negativa, in zona non vi sono infatti Bed and Breakfast. Per venirci incontro però ci ha proposto una stanza nella casa della zia non lontano dal suo al suo ristorante. Di fronte a questa gentile e allettante offerta non abbiamo saputo dire di no.

L'indomani si parte, già con un po' di ritardo, intorno alle 10. Attraversare la città per piste ciclabili non ci ha di certo avvantaggiato, ma quando si improvvisa un viaggio i cambiamenti sono all'ordine del giorno. Di fronte al Parco della Pellerina Lorenzo propone una visita di una bambina UGI a Tronzano, che ci fa allungare il viaggio di circa 30 Km, ma ci fa molto piacere e sicuramente avrebbe fatto piacere anche a lei.

Propongo, vista la vicinanza a Vercelli, di coinvolgere anche Lamberto, il compagno di viaggio di Pedalando per non dimenticare (2a edizione). Lorenzo non se l'è fatto ripetere due volte ed ha subito chiamato mentre era in sella. Lamberto ha titubato, perché aveva preso diversi impegni, ma ci ha detto che avrebbe pensato come gestirli.

Tempo mezz'ora quando eravamo prima di Chivasso Lamberto ci richiama per comunicarci che ci avrebbe raggiunto a Tronzano da Klaudia con Mauro e Riccardo. Subito dopo la telefonata purtroppo, nel raggiungere Chivasso siamo travolti da un temporale abbastanza copioso. Ne approfittiamo per fermarci sotto i portici e prendere qualcosa di caldo in un bar e per avvisare Lamberto di un ulteriore ritardo, con non poche difficoltà di movimento visto che nel centro di Chivasso si stava svolgendo il mercato. Le previsioni meteo nel giorno precedente non indicavano pioggia, quindi eravamo totalmente impreparati, senza antipioggia soprascarpe etc.

Appena usciti da Chivasso la pioggia si è calmata e abbiamo ripreso la nostra strada verso Tronzano. Lungo il percorso quasi in prossimità di Tronzano abbiamo incontrato il gruppetto composto da Lamberto Mauro e Riccardo che ci vengono incontro. Il primo obiettivo della giornata, di fare una visita a Klaudia, è finalmente raggiunto.

All'ingresso dalla casa la zia di Klaudia quasi non ci riconosce ma poi un abbraccio con gli zii e i saluti affettuosi di Klaudia non si fanno mancare.

Facciamo ovviamente le nostre foto di rito e poi si riparte alla volta alla del lago di Viverone accompagnati da Lamberto e Mauro.

Finalmente qualche raggio di sole fa capolino durante la nostra sosta sul lungo lago.

E finalmente riesco ad addentare uno dei miei panini (il primo l'ho mangiato sulla bicicletta appena usciti da casa di Klaudia... che fame) erano quasi le due ed ero oramai al limite della mia autonomia. Lorenzo quando pedala di dimentica dei suoi bisogni primari e continua a non ascoltare i miei consigli (per sua ammisione).

Dopo una piacevole sosta in riva al lago salutiamo Lamberto e Mauro e ripartiamo, ci separano 40 km dal nostro obiettivo finale.

A parte il traffico di Ivrea il tutto procede abbastanza liscio e di buon passo. Verso Settimo Vittone Lorenzo inizia a farmi dei gesti strani, mettendo la mano in posizione verticale e facendo uno strano sorriso, era il suo modo per preparami a cosa ci avrebbe aspettato negli ultimi 4 km.

Effettivamente iniziata la salita ho subito assaporato le pendenze di tutto rispetto che si attestavano tra un minimo di 9% sino a tratti del 15%.

Fortunatamente erano solo 4 km!!! approfittiamo delle pause per riposarci dalla salita e per fare diverse foto tra le quali queste case abbarbicate sulla roccia e sopratutto questi splendidi agnellini.

Sul bordo della strada appena iniziata la salita incrociamo infatti questo gregge di pecore.

Lorenzo subito si innamora e si concede a diverse carezze e fotografie di questo simpatico animale (doveva essere tra l'altro nato da poco tempo).

Piero ci accoglie subito con grande ospitalità e simpatia, non nascondendo però il suo stupore nel vederci cosi presto in considerazione del fatto che non aveva ancora preparato la camera.

Dopo un breve giro per il paese di Cornaley, andiamo tutti insieme a preparare la stanza. La casa purtroppo non abitata da tempo ha richiesto l'impegno di tutti per essere riordinata.

Io e Lorenzo ci siamo scambiati uno sguardo condividendo il timore di non riuscire a riscaldare in tempo stanza per fare una doccia e andare a dormire.


Da subito non riusciamo a trovare la stufa elettrica poi una volta trovata ci siamo accorti che i nostri sforzi erano stati inutili, perché non funzionava. Optiamo allora per l'accensione della stufa a legna e meno male che, nonostante la ricerca dei giornali, la diavolina, la pulizia approfondita della cenere siamo riusciti finalmente ad accenderla, realizzando da subito poco dopo accesa che avrebbe riscaldato.

La pulizia della cenere è stata molto impegnativa, oltre alle due cassette scaricate molta si era riversata sul pavimento, siamo partiti quindi alla ricerca di scopa e paletta e di aspirapolvere, ovviamente dotato di presa tedesca quindi si riparte alla ricerca di una adattatore.

Trovato finalmente l'adattatore Piero inizia energicamente ad aspirare, non accorgendosi però che dietro di lui tutto quello che aspirava veniva nebulizzato dentro la stanza, io e Lorenzo ci guardiamo, stentando quasi a vederci per la nebbia provocata dall'aspiracenere.

Cerco subito di stoppare Piero prima che la stanza fosse inutilizzabile e finiamo il lavoro con la scopa e la paletta. Una volta accesa la stufa andiamo a recuperare un letto al piano di sotto e finito di preparare la stanza. Ma non è  finita.

Durante le varie ricerche ci siamo accorti che in una altra stanza c'era un piccolo ghiro in letargo. Piero si è adoperato per metterlo sul davanzale fuori dalla finestra in una zona riparata, risolto questo ultimo compito finalmente la meritata doccia. Dopo circa 2 ore la stanza era un piccolo forno.

E finalmente giunge anche il momento del mio tanto agognato pasto. Per il menù ci siamo affidati a Piero che ci ha portato una serie quasi interminabile di squisiti piatti di specialità locali, e ci siamo veramente goduti una bellissima serata in sua compagnia assaporando le prelibatezze del suo ristorante.

Ho mangiato veramente dei piatti incredibili dei quali non sapevo neanche l'esistenza, come Castagne e Burro oppure la zuppa di funghi, cervo ai mirtilli.

Credetemi il mio palato non finiva di ringraziare. Non avrei potuto coronare meglio la nostra giornata di fatiche.

Il secondo giorno riparte all'insegna della tranquillità e del relax, il silenzio e la pace che ci circonda in questo posto magico ci da la giusta carica di cui io in particolare avevo bisogno.

Si riparte ovviamente in discesa ammirando il panorama con il sole che pian piano illumina la valle.

La giornata finalmente è una giornata di sole anche se ventosa con vento che spira da nord. Ancora un saluti al caro amico Piero che tanto si è prodigato per il nostro star bene nel soggiorno a Cornaley.

Colazione a Settimo Vittone, nel Bar-Ristoro Bar-H, che come avrete capito ha una certa attinenza con il ristorante di ieri sera, infatti Bar-H si legge Bar-acca come il ristorante dell'amico Piero.

Dopo la piacevole colazione si riparte alla volta di Torino, si ripercorre il lato ovest della Dora a partire da Tavagnasco.

Era nelle nostre intenzione percorrere una parte della Valvhiusella ma poi la foratura di Lorenzo e i tempi stretti ci fanno optare per una via più diretta.

All'altezza di Volpiano incontriamo Toni, un simpatico signore, che stava facendo delle fotografie. Scopriamo poi durante la piacevole chiacchierata che Toni sta realizzando una guida ciclo-turistica e che tra l'altro ne ha già pubblicata un altra edita da edizioni capricorno. Qui potete trovare più informazioni sulla sua guida.

Questi sono quelli che io e Lorenzo chiamiamo gli incontri del destino, chissà che un giorno non nasca una interessante collaborazione, lo spirito mi piace, molto in sintonia con Cuboviaggiatore. Toni ci scatta una foto con la sua macchina fotografica, che forse verrà pubblicata nella sua prossima guida. Un saluto a Toni.



Dati di Viaggio


Primo giorno: Torino - Cornaley passando per Tronzano e Viverone
112 Km
1026 m di dislivello

Secondo Giorno: Cornaley - Torino
82 Km

4 commenti:

  1. Bellissimo questo post. CUBO sei bravissimo. Maria guardava il.televisore e II leggevo e ridevo cime un folle. davvero bello.il post
    Da ripetere

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  2. Bellissimo questo post. CUBO sei bravissimo. Maria guardava il.televisore e II leggevo e ridevo cime un folle. davvero bello.il post
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  3. Si ogni volta che ci penso mi viene da ridere anche a me. L'aspirapolvere quando gli ho detto forse è più la cenere che esce che quella che entra... e la stanza piena di cenere...

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  4. Burro e castagne ancora me li ricordo oggi ...

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