giovedì 26 settembre 2013

Day 6: Riattraversando il Reno

La mattina inizia con un cielo uggioso, non piove, ma la strada è bagnata e il cielo non è incoraggiante, le nubi lambiscono e si innestano negli alberi ad alto fusto della foresta.


Il paesaggio è surreale ed ha un certo fascino. Da Todtmoos sino a Wehr la strada scorre liscia, in discesa, riesco a godermi, con l'aria fresca sulla faccia, gli ultimi momenti nella foresta nera che sto per abbandonare.


Arrivato a Wehr mancano ancora una decina di chilometri per raggiungere la strada nazionale 34, che corre lungo il Reno sul lato tedesco. Sono in dubbio se continuare sulla strada principale o deviare su strade secondarie.

Decido di seguire le indicazioni del navigatore e tagliare per Dossenbach con l'idea di percorrere il meno possibile la strada nazionale che mi aspetto essere trafficata e con il solito poco spazio per le biciclette. Vengo colto da un intenso temporale e mi riparo sotto una tettoia di un campo da football in quel momento deserto.

Aspetto che la pioggia diminuisca, mi vesto con l'attrezzatura da pioggia e riparto, purtroppo il tratto di strada subito dopo la sosta è in salita (come tutte le deviazioni su strade secondarie di oggi) l'abbigliamento mi fa un po' sudare, considerato che da quando riparto smette subito di piovere, la vestizione antipioggia è stata abbastanza inutile. Arrivato sulla strada lungo il Reno, come mi aspettavo, trovo traffico intenso. Grazie a un suggerimento di OSM provo a deviare verso sud e a passare il confine sul Reno passando da un ponte pedonale, nonostante il cartello vieti l'accesso alle biciclette alcune persone del cantiere mi dicono che posso passare.

Si tratta infatti di una diga e di una centrale elettrica sul Reno (uno dei principali fiumi europei che in questo tratto delimita i confini nazionali tra Svizzera e Germania, foto da Google Maps).

Arrivato in Svizzera spero di poter sfruttare la rete di percorsi ciclabili svizzera, ma perdo subito le indicazioni e mi ritrovo di nuovo in mezzo al traffico assordante, decido quindi di seguire la proposta di OSM di percorrere diversi paesini su strade minori.

La scelta purtroppo non si rivela facile, i panorami sono stupendi, ma queste strade secondarie sono disegnate sulle colline senza troppi tornanti e raggiungono pendenze impossibili. Mi sono dovuto fermare diverse volte per controllare la mappa e per cercare le strade, direi che questa tappa dal punto di vista della navigazione è stata una delle più difficili del giro.

Ho visto ad un certo punto il contachilometri segnare il 17% di pendenza. In questo tratto nel bosco ho dovuto spingere la bicicletta. Alla terza collina e alla terza rampa impossibile, desisto, e decido di tornare sulla più vicina strada principale. Raggiungo la statale 12, che tra l'altro è anche abbastanza bike friendly (in molti tratti la corsia delle biciclette segnata). Ancora salita, ma questa volta con pendenze pedalabili e quasi piacevoli del 4-5%.

Presa la strada nazionale 12 per Solothurn sembra essere quasi tutta in pista ciclabile. Ad un certo punto però devo deviare per Wolfisberg, dove si trova l'albergo, e qui mi ritrovo di nuovo una di quelle micidiali rampe sulle colline tra i pascoli delle mucche.

Arrivato in Hotel scopro con un po' di delusione che la camera ha il bagno in comune, ma la cosa più divertente è che nella sala al piano superiore si sta svolgendo una riunione di più o meno quindici persone, e per accedere al bagno devo passare per questa sala, immaginate voi di essere in una riunione e di veder passare ad un lato della sala una persona in accappatoio e infradito ... divertente, ma anche un po' imbarazzante.

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2 commenti:

  1. Che dire, ho cominciato da questa tappa per caso e mi sono spanciato dalle risate pensando a te in accappatoio che passi in mezzo a 15 persone, e poi le rampe, questa è la caratteristica della foresta nera, mi ero dimenticato di parlartene. Pensa se in quelle rampe ci fosse stato l'amico Aldo, ti avrebbe fucilato e speriamo legga anche lui il commento così si fa 2 risate, promesso che da domani vado in ordine di lettura.

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  2. Si è stata una situazione veramente imbarazzante, ma sinceramente ero talmente stanco e la voglia di farmi una doccia era decisamente superiore all'imbarazzo di passare in accappatoio in mezzo a queste persone che stavano parlando e proiettando slide sullo schermo. Tra me e me ho pensato, questa è bella da raccontare!!! E non mi sono fatto troppi problemi. Poi magari nella cultura svizzera degli alberghi di montagna è una pratica diffusa l'uomo in accappatoio che passa nelle riunioni per rialzare il livello di attenzione. Penso però che funzionerebbe meglio una donna in costume da bagno, è anche vero che c'erano diverse donne ...

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