domenica 29 settembre 2013

Day 9: Si taglia il traguardo

La tappa di oggi è molto più corta rispetto al programma, famiglia e amici hanno deciso di organizzare una sorpresa per il mio rientro, festeggiare tutti insieme il traguardo nel mio rientro dalla Turin - Black Forest con pranzo in agriturismo la Maison Rosset a Nus.


Oggi finalmente grande relax dopo le fatiche di ieri, ad aspettarmi là fuori una lunghissima discesa verso Aosta, più di 45 Km di discesa, una visita a carissimi amici, sempre ad Aosta poi trasferimento breve verso Nus dove è pronto ad aspettarmi l'accogliente traguardo.


Purtroppo le condizioni climatiche non sono il massimo, le temperature in quota sono ovviamente molto basse, non piove ma la strada è bagnata e le nuvole avvolgono le montagne e purtroppo per la nebbia non si riesce ad ammirare lo splendido panorama che contraddistingue il Colle Del Gran San Bernardo.

Decido di vestirmi con tutta l'attrezzatura da pioggia, anche perché le previsioni sono abbastanza chiare, ad Aosta ci sarà la pioggia ad attendermi, inoltre, considerata la lunga discesa e la necessità di riparami dall'aria fredda, l'abbigliamento da pioggia è l'ideale. Indosso quindi copri-scarpe anti-pioggia, pantaloni in Gore Tex, giacca invernale, guanti anti-pioggia e ovviamente mantellina.

La discesa inizia in un panorama ovattato, la sensazione che si prova nel pennellare queste curve in discesa è indescrivibile, sembra quasi di essere un aliante e di planare, non c'è motore, ma soltanto il cielo, le montagne, ma sopratutto le nuvole e tanta aria fresca sulla faccia.

La discesa è veramente lunga, nel scendere verso Aosta ho capito perché il giorno prima ho faticato così tanto, dicono che dal versante italiano il colle sia addirittura più difficile, può essere effettivamente vero, verificate voi su salite.ch da Aosta e da Sembrancher.

Dopo una piacevole seconda colazione ad Aosta a casa di amici riparto molto lentamente verso Nus dove ad attendermi c'è la famiglia e la "morbida" linea del traguardo (di carta igienica e...) in contromano.


Considerazioni finali


Quando sei in automobile il mondo ti scorre davanti come uno schermo e tu sei comodo spettatore, quando viaggi in bicicletta tu sei invece attore in quel mondo al di là dello schermo. Questo viaggio mi ha fatto percepire la grande differenza tra il viaggiare in automobile e il viaggiare in bicicletta, anche se sembrerebbe una considerazione ovvia se si considera soltanto la fatica. Ho capito che le sensazioni non si limitano soltanto alla aria sulla faccia, alle variazioni di temperatura, ai rumori, al ampio angolo di visuale che sono elementi oggettivi e che in automobile comunque non riesci ad avere, ma c'è una temperatura, un calore diverso, che la bicicletta ti permette di sentire ed è il calore della gente. Non è facile descriverlo perché è una sensazione fatta di piccoli gesti, ma ognuno dei quali ti trasmette una piccola quantità di energia, un saluto, un sorriso, un incitamento, un sorpasso rispettoso, una accoglienza calorosa ... e tanti altri.

Ho scoperto sulla mia pelle che esiste una energia che va al di là dell'energia chimica data dal cibo. Il discorso energetico in termini di energia vitale è stato il tema centrale di questo mio viaggio.
Ho scoperto il grande valore dell'energia di cui non si vede lo scorrere, ma si percepiscono gli effetti. L'energia vitale non è soltanto dentro di noi, ma può anche essere trasmessa e ho scoperto quanta energia sia in grado di trasmetterti, e arrivare sino ai pedali, il supporto delle persone che ti stanno vicine.

Il traguardo di oggi, dal punto di vista personale è un grandissimo risultato, anche in considerazione del mio incidente di due anni fa.

Ringrazio la mia famiglia, mia moglie e le mie stupende bambine perché mi hanno supportato non soltanto durante il viaggio, ma anche durante gli allenamenti estivi, non mi hanno mai fatto pesare le tante ore fuori casa.

Ringrazio Lorenzo, persona straordinaria di cui tutti voi su questo sito potete ammirare le imprese, mi telefonava ogni sera e ogni volta era un pieno di energia.

Ringrazio l'amico sin dai tempi dell'università Alberto per il fondamentale supporto tecnico, con il lavoro che abbiamo fatto in tutti questi anni insieme mi ha permesso di effettuare questo viaggio ad un livello tecnico elevato e sopratutto in assoluta autonomia senza nessuna automobile di supporto al seguito.

Ringrazio Dario, un vero amico e un gran trasmettitore di energie, sapevo che in ogni momento era pronto a partire per venire a recuperarmi (lo so anche perché già sperimentato...).

Ringrazio ancora Fabrizio & Co del Cicli Bergamin per l'entusiasmo dimostrato per il mio viaggio e il supporto tecnico, la sua maglia ha viaggiato dall'Italia alla Germania in bicicletta.

Ringrazio ancora una volta Aldo per avermi accompagnato nella mia prima tappa.

Ringrazio tutte le persone che anche con un semplice gesto, con un sorriso, con un incitamento, e con lo sguardo di chi vorrebbe dirti "mi piacerebbe farlo anche a me" mi hanno dato grande carica positiva.

Ringrazio tutte le persone a cui ora racconto la mia esperienza che dimostrano una gran voglia di condividere e di farne parte.

Vorrei concludere i post giornalieri di questo viaggio con un video di Jovanotti un artista che riesce a trasmettere energia vitale a milioni di persone, tra l'altro grande grande ciclista e grande ciclo-viaggiatore...

"Non c'è montagna più alta di quella che non scalerò, ora. 
Non c'è scommessa più persa di quella che non giocherò, ora"



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