sabato 7 aprile 2018

Pedalare sulla neve verso Chamois

Esiste un paese di montagna dove le auto non arrivano, sia d' inverno che d'estate, e pensate, si raggiunge soltanto con la funivia, a piedi o in bicicletta. Questo paese si chiama Chamois e si trova in Val d'Aosta.



Tutto questo sembra quasi musica per le mie orecchie e non voglio farmi scappare l'occasione di arrivarci in bicicletta, sopratutto in inverno, per provare l'emozione di pedalare sulla neve con la mia nuova Fat-bike (Lomabrdo Ivrea motorizzata Active Torque R Future E-Bike, realizzata da FBE).

In inverno rispetto all'estate c'è una attrattiva in più, infatti, la pista sterrata che collega La Magdeleine  a Chamois oltre che essere vietata alle auto è completamente ricoperta da un manto di neve battuta.

La pista parte da un bivio pochi chilometri sopra  La Magdeleine, d'inverno è molto frequentata da ciaspolatori o da persone che la percorrono a piedi per goder del romantico e silenzioso percorso. Antey Saint Andrè è la cittadina di fondo valle (siamo in Valtournenche, Valle d'Aosta) dove si può arrivare comodamente con strada regionale e da dove parte anche la funivia Buisson - Chamois, oggi sarà il mio punto di partenza. Ma iniziamo dall'inizio.

Si parte dall'area camper di Antey, il Cervino è sullo sfondo, se ne avverte la presenza anche se la velatura del cielo mattutina ne offusca la vista. L'area camper in inverno è praticamente deserta non essendo Antey località sciistica anche se a mio avviso per tutte le attività da fare in Valtournenche rimane un punto centrale e nevralgico.

Una sosta per colazione è d'obbligo, il pranzo per ora non è pianificato e la salita è lunga. Mi fermo in questo locale che si trova proprio in prossimità del borgo antico (fraz. Bourg) di Antey Saint André chiamato "La Botecca De La Cumena", questa frazione (Antey è come molti comuni di montagna è composta da molte frazioni) è sede del palazzo comunale che si trova nelle immediate vicinanze.

Dopo una colazione non particolarmente ricca, direi una tipica colazione all'italiana, te e cornetto, riprendo la mia lenta e lunga salita verso La Magdeleine.

Si tratta di una tipica strada di montagna sul versante est della Valtournenche, da qui è possibile ammirare uno splendido panorama, il lato ovest della valle dove si trova il comune di Torgnon che è già illuminato dal sole mentre il tratto che sto percorrendo è ancora in ombra.

Tento una piccola deviazione prima di arrivare a La Mgdeleine verso la frazione di Lod , per dare un' occhiata all'omonimo lago di Lod, ma il benvenuto di un cane pronto a saltar fuori dal recinto mi fa desistere dall'impresa. e così riprendo la mia salita sino all'ingresso di La Magdeleine.

Arriva quindi il momento di rallentare per gustarsi un minimo la vita di paese e dare un occhiata in giro. Mi fermo in un bar dove faccio la conoscenza di un simpatico signore che, vedendomi con la bicicletta, mi descrive i possibili percorsi da fare in zona d' inverno. Chissà che non possano essere oggetto dei prossimi racconti.

Percorro lentamente la strada del paese (il traffico è praticamente inesistente) per dare un' occhiata in giro, mi colpisce questa pietra scolpita sul campanile della chiesa.

Mi appresto quindi a fotografare anche la chiesa, anche se per farlo mi allontano forse troppo.

Un altro sguardo a questo murales sul municipio ed è arrivato il momento di riprendere la mia marcia verso Chamois e la pista innevata, la Fat Bike me lo chiede.

Usciti dal paese al primo tornante bisogna andare dritto per la "Strada per l'Alpe Valery", Chamois è anche indicato, non me ne sono accorto subito e sono dovuto tornare indietro, poco male durante l'inversione per tornare sulla strada giusta ho potuto godere ancora del panorama.

Si imbocca una strada asfaltata che di fatto sembrerebbe utilizzata, in prevalenza in estate come parcheggio per le auto, come si può notare dalle linee blu sul lato destro... qualcosa mi dice che è a pagamento.

Si tratta di una strada asfaltata secondaria, non incontro praticamente nessuna e continua ad offrire splendidi panorami, ma questa volta mi trovo al sole.

Inizio ad intravvedere auto parcheggiate, è buon segno vuol dire che mi sto avvicinando al bivio per Chamois da dove inizia la pista innevata.

Eccomi arrivato finalmente al bivio, da una parte l'asfalto e dall' altra la strada innevata, non so spiegare in questi momenti sono colto da una strana emozione, come per un bambino immaginare di essere arrivato sulle nuvole immacolate.

Una foto al cartello che indica la via per Chamois (purtroppo controsole), realizzato rigorosamente in legno, e via! Si inizia a pedalare sul terreno bianco.

Si incontrano molti ciaspolatori, la cosa è piacevole ogni incontro è una scusa per socializzare e raccontarsi le proprie impressioni sulla bella giornata e sul bel paesaggio.

Arrivato al bivio con Strada Severau mi viene voglia di provare a salire verso il Bosco Severau mi dicono i ciaspolatori che arrivando al pianoro del Lago Pilaz si gode di una vista fantastica. Non mi lascio scappare l'occasione e durante la salita continuo a fermarmi per scattare altre foto e addirittura farmi un video-selfie (vedere video in basso).

Si arriva in prossimità del primo laghetto (che non si vede perché coperto di neve) ed è effettivamente una balconata sulla bassa Valtournenche... impressionante!

Ovviamente mi aspetta la classica foto di rito, io e la mia bici con alle spalle questo stupendo panorama.

E' tempo di tornare nella direzione verso Chamois, mi aspettano gli amici saliti con la funivia e il pranzo da Chez Pierina, il migliore in zona, non voglio perdere l'occasione di gustare le mitiche crespelle alla valdostana.
Dopo il pranzo (si potrebbe chiamare merenda visto che sono più delle 15:30) ci si gode una passeggiata per le vie di Chamois aspettando la chiusura degli impianti per riunire tutto il gruppo, sciatori compresi.

Mentre la funivia riporta a valle gli sciatori mi godo gli ultimi scorci mozzafiato.

E' arrivato il momento di scendere a valle, il sole sta per nascondersi dietro la montagne, la giornata è finita, e rimarrà per sempre il ricordo indelebile di una pedalata sulla neve senza eguali sulla “Perla delle Alpi” che si raggiunge solo in funivia... o quasi!

Aggiornamento del 1/09/2018


Purtroppo dopo neanche un mese il motore della Fat bike si è rotto. Durante l'ascesa sul colle del Moncenisio in inverno, che magari racconteremo presto su questo sito. Ha iniziato a produrre dei rumori strani e a non spingere più. Ho inizialmente pensato che fosse dovuto  ad acqua entrata nel display, il displayè stato smontato e asciugato, ma nulla, si è poi rivelato un problema meccanico più serio.

A nulla è servito portare la bicicletta dagli impotatori del motore alla "Future E-Bike", i quali come servizio di assistenza purtroppo non si sono dimostrati molto seri, dopo 5 mesi di problema irrisolto e di assenza totale di comunicazione hanno simulato una manomissione del motore per non far valere la garanzia. Pazienza, non abbiamo bisogno di loro e dei motori scadenti per divertirci in bicicletta.

La Fat per il momento tornerà ad essere una muscolare (questo è l'aspetto positivo dei kit di elettrificazione, la bicicletta può tornare sia alle sue condizioni originali o upgradata ad un nuovo sistema) e poi si vedrà, se esplorare nuove frontiere della elettrificazione.

In inverno, sulla neve, ci sono degli indubbi vantaggi ad utilizzare delle E-Bike, alcuni percorsi innevati sopratutto in forte pendenza in salita sarebbero diversamente percorribili utilizzando una muscolare, sopratutto essendo con più vestiti addosso, causa freddo, con una E-Bike si suda di meno, sudore che è di più difficile traspirazione data la mole di vestiario superiore rispetto all'estate.

Il Video





Il Percorso



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