domenica 1 settembre 2019

Tappa 4: Maddalena – Monte Petrosu

Quando si dice: " La natura!!!" Il riferimento è al vento di Maestrale, a me sconosciuto, almeno fino alle mie prime vacanze in Sardegna, su questo naturale evento si dicono tante cose, c'è chi dice che se sei fortunato dura un giorno, e cala al tramonto, e quindi viene spesso definito Maestralino. Ma non capita spesso, la regola non scritta, è tre giorni, sei o addirittura nove, così come varia la sua intensità. 

La Sardegna in generale è il paradiso degli sport di vela, ma non per i ciclisti o ciclo viaggiatori come noi carichi di bagagli, diciamo senza imprecare che non è il benvenuto, qui però il vento fa quasi sempre parte dell'arredo. Ecco dopo una notte alla Maddalena con il Maestrale che soffiava e rumoreggiava, spifferi e fischi e ululati a raffica, era naturale pensare alla nostra tappa. Rassegnati, al fatto che sarebbe comunque stato così, abbiamo fatto una abbondante colazione e siamo partiti con le nostre biciclette per l'escursione della Maddalena e Caprera. 

Calcolando la direzione del vento, abbiamo preferito dirigerci subito a Caprera residenza museo della Casa di Garibaldi. Io e Giorgio l'avevamo già visitata in altre occasioni, e strada facendo abbiamo parlato delle emozioni che ci aveva lasciato. Arrivati davanti l’ingresso, la brutta sorpresa, apriva alle dieci, così dopo uno sguardo all'esterno, decidiamo di tornare indietro. La Maddalena e Caprera sono unite da due tratti di terrapieni artificiali e un ponte. All'andata con il vento alle spalle, quasi non si pedalava, al ritorno quel tratto non riparato, è stato un calvario. 

Ci dirigiamo verso Punta Spalmarotto, queste isole battute dai vari venti, sembrano creare porti naturali che a seconda del vento danno riparo a imbarcazioni e persone, Spalmarotto è davvero molto bella e suggestiva, inutile che vi descriva i colori, guarderete le foto. Abbiamo proseguito malgrado il vento e il freddo più volte ci ha colti dubbiosi su tutta l'escursione, ma la frase è sempre stata : "Ma si! Arriviamo fino a quel promontorio e poi vediamo". Così malgrado il vento abbiamo quasi completato tutto il giro, bello per i suoi panorami e scorci e anche per la conformazione delle rocce di granito che assumevano sempre figure nella nostra immaginazione, eccoci nuovamente in albergo, carichiamo le nostre borse sui portapacchi e subito in Porto. 

Purtroppo per pochi minuti perdiamo il traghetto, lo vediamo allontanarsi dal molo sconsolati, questo ci ha costretti ad aspettare un'ora esatta. Il vento era davvero forte e freddo, cerchiamo riparo e sole in un Dehors  li vicino, pausa caffè, uno sguardo sui Social e L'ora è volata. Appena imbarcati abbiamo cercato un riparo dal vento che continua ad essere molto freddo, ricerca vana. 15 minuti e siamo a Palau, dobbiamo recuperare la sosta forzata, nella nostra mente era maturata l'idea di avere il vento a favore, ma la conformazione dell'isola, i continui tornanti e canaloni, fanno da turbine al vento, che a tratti sembrava ancora più forte. 

Giorgio questa tappa avrebbe voluto farla un po' più all'interno per allungarla, ma alla fine è venuta già abbastanza complicata. Pedalato a testa bassa quasi fino a Olbia, sono le 13.30 Tom e Giorgio hanno fame, ci fermiamo in un ristorante, 2 piatti di Paccheri e per me una bella insalatona. Si riparte, il vento adesso ci è amico e ci da una grossa mano, superiamo Olbia, si incomincia a vedere Tavolara, quest'isola per me ha un fascino particolare, la guardo e la riguardo da più prospettive e sempre mi sembra un Dinosauro che dorme. Mi avvicino a casa, comincio a parlare dei luoghi, ma in bicicletta e con il vento è difficile farsi comprendere. Ecco il bivio di Porto Taverna, ancora un km e giro in direzione Tavernetta, arriviamo sulla spiaggia, una spuma caffè da Fabio e poi risalendo per lo sterrato siamo a casa mia. Sono le 15,30, una doccia, e poi un saluto agli amici e vicini di casa. 

Durante il viaggio ho parlato tantissimo di Costantina, Antonello e Agnese. Costantina per me molto importante, un punto di riferimento per tanti in questo villaggio, nutro per lei un grande affetto e stima per quello che sa essere e dare con la sua sincera amicizia. Poi Antonello e Agnese, due grandi amici, tra noi si è instaurato un rapporto speciale, direi fraterno, da quando è iniziata la nostra amicizia, arrivare in qui per me non vuol dire vacanza, vuol dire sopratutto rivedere loro. 
È sabato, ho poche ore a disposizione, tante cose da fare, e non ho il tempo materiale per salutare tutti, e qui di persone per me importanti c'è ne sono tante, davvero tante. So che seguono sempre i miei viaggi in bicicletta e gli obbiettivi che mi pongo. Sono le 20 è ora di cena, direzione La Conchiglia a Porto San Paolo. Antonello e Agnese ci accompagnano e cenano con noi, Tom e Giorgio a pelle aprono subito un contatto con Antonello e Agnese, si spazia a 360°, ma l'argomento principale rimane il vino, la vigna, e qui seguo sempre le spiegazioni di Tom, che riesce sempre a contornare con parole adatte la sua passione da Sommelier, cosi come Antonello e Agnese parlano della loro vigna. Una bella serata buon cibo, direi che questa tappa si è conclusa bene. Si sa viaggiare apre la mente, osservare il territorio, parlare con la gente in qualche modo ti arricchisce dentro, ma spesso penso alla mia famiglia e i miei affetti e vorrei condividere con loro tutto questo senza doverlo raccontare. Come un bambino l'immaginazione mi porta a pensare che sarebbe bello avere tutti dentro una scatoletta, che apri e tutti compaiono. Ma!!! Qualcosa mi dice che forse me li porto sempre dentro di me. Domani si parte molto presto, le previsioni danno il vento ancora in aumento. Speriamo siano errate!

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