giovedì 14 maggio 2026

Pedalare è vita, donare è speranza

Viaggio in bici a sostegno dell'associazione Peter Pan

Da Vercelli a Roma — dal 25 aprile al 30 maggio 2026


1ª tappa — Vercelli / Cremona — 180 km


 
La partenza avviene da San Germano Vercellese alle ore 10:30, in una fresca mattina primaverile che accompagna i primi chilometri di questo lungo viaggio solidale. 

La pianura vercellese scorre lenta tra risaie, piccoli paesi e strade secondarie immerse nel silenzio della campagna.

A Vercelli si uniscono alcuni amici ciclisti, presenti per condividere i primi tratti del percorso e mi incoraggiano in questa avventura. 

La pedalata prosegue poi verso Mortara e Pavia, attraversando territori ricchi di storia e lunghi rettilinei che permettono di mantenere un buon ritmo.

Nel tardo pomeriggio la luce inizia a calare sulla pianura padana, ma la motivazione resta alta. L’arrivo a Cremona, alle 19:15, segna la conclusione di una prima giornata intensa, ma ricca di entusiasmo.

2ª tappa — Cremona / Bologna — 170 km


La giornata inizia nel cuore di Cremona, in Piazza del Comune, dove incontro un gruppo di ciclisti locali che mi accompagna fino a Piacenza. Tra fotografie, incoraggiamenti e uno scambio di doni simbolici, si crea subito un bellissimo clima di amicizia e condivisione.

Pedaliamo insieme attraversando le campagne emiliane e costeggiando il Po. Dopo i saluti riparto da solo verso Parma e Reggio Emilia, attraversando paesaggi tranquilli fatti di campi, piccoli centri abitati e lunghi rettilinei.

Con il passare delle ore la fatica aumenta, ma il pensiero del messaggio solidale che sto portando avanti mi aiuta a continuare. 

In serata arrivo finalmente a Bologna, dove Piazza Maggiore illuminata dal tramonto mi regala una bellissima emozione.

3ª tappa — Bologna / Firenze — 120 km


Da Bologna il viaggio cambia completamente volto: la pianura lascia spazio agli Appennini e alle prime vere difficoltà altimetriche. 
 
Affronto la storica Statale 64 Porrettana, una strada affascinante ma impegnativa, fatta di continui saliscendi.

La prima sosta è a Sasso Marconi, dove incontro il proprietario del negozio “La Bottega del Ciclo”. 
 
Lascio alcune locandine dell’associazione Peter Pan, ricevo tanto sostegno e dopo uno scambio di doni e saluti riparto verso Pistoia.

La giornata è dura, ma i panorami delle colline toscane ripagano ogni fatica. Ogni salita sembra infinita, ma ogni discesa regala un senso di libertà incredibile.

Quando arrivo a Firenze, davanti al Duomo, incontro alcuni cicloviaggiatori francesi incuriositi dal carrello agganciato alla mia bici e dalla divisa donata dalla ditta BL di Treviso
 
Ci fermiamo a parlare, ci scambiamo racconti di viaggio e ci facciamo alcune fotografie insieme prima di salutarci.

4ª tappa — Firenze / Montepulciano — 120 km


Dopo tre giorni consecutivi in sella, la stanchezza inizia a farsi sentire davvero. Le gambe sono pesanti e anche il morale attraversa un momento difficile.

Però non potevo fermarmi: a Roma mi aspettavano i volontari e i bambini, e non volevo deludere tutte le aziende che avevano creduto nella mia iniziativa.

I primi chilometri scorrono tra le splendide colline del Chianti, ma dopo circa 40 km un forte dolore alla gamba destra mi costringe a fermarmi a Panzano in Chianti. Cerco una farmacia, acquisto antidolorifici, creme e ghiaccio spray, poi mi fermo circa un’ora in un bar per recuperare un po’ di energie.

Riparto, ma la giornata diventa una delle più difficili del viaggio. Le continue salite toscane, unite al dolore alla gamba, mi mettono davvero alla prova. Non mi vergogno a dirlo: molte salite le affronto a piedi per evitare di peggiorare la situazione.


A Siena mi concedo una breve sosta in Piazza del Campo per fare qualche foto e riprendere fiato, poi continuo verso Montepulciano. Arrivo alle 21:30 completamente stremato. Raggiungo l’albergo e, senza nemmeno riuscire a mangiare, mi addormento immediatamente.

5ª tappa — Montepulciano / Castelnuovo del Porto — 170 km

 
La sveglia suona alle 5:00 del mattino. Dopo qualche ora di sonno, il dolore alla gamba sembra finalmente diminuito. Aspetto le prime luci dell’alba e riparto, fermandomi nel primo bar aperto per una colazione abbondante: la sera precedente ero troppo stanco perfino per cenare.

Mi aspetta una lunghissima giornata fatta di continui saliscendi verso Roma. Attraverso paesaggi meravigliosi tra Umbria e Lazio, pedalando con la testa già rivolta alla meta finale.

A Orvieto mi fermo giusto il tempo di mangiare un panino e riparto subito verso Viterbo e Orte. Chilometro dopo chilometro la fatica torna a presentarsi, mentre le salite sembrano non finire mai.

Avrei voluto raggiungere Roma in giornata, ma le forze iniziano a mancarmi. Nel tardo pomeriggio decido quindi di fermarmi a Castelnuovo del Porto, dove trovo una camera in un B&B. Dopo una cena abbondante vado subito a dormire, pensando all’ultima tappa che mi separa dal traguardo.

6ª tappa — Castelnuovo del Porto / Roma — 30 km


L’ultima tappa è breve, ma piena di emozione. Mi sveglio presto, faccio colazione e parto alle 6:30 del mattino. La strada verso Roma è quasi tutta in discesa e ogni chilometro aumenta l’emozione dell’arrivo.

Alle 7:30 raggiungo Porta Flaminia. La gioia di essere arrivato a Roma dopo giorni di fatica è indescrivibile. Dopo le foto di rito, proseguo verso via San Francesco di Sales 16, sede della casa di Peter Pan.

Ad aspettarmi trovo il caloroso applauso dei volontari e dei bambini ospiti della struttura. È il momento più intenso di tutto il viaggio: mi sento emozionato, orgoglioso e felice di aver portato a termine questa avventura solidale.

“Pedalare è vita, donare è speranza” non è stato soltanto il titolo del mio viaggio, ma il messaggio che mi ha accompagnato in ogni chilometro percorso.

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