domenica 10 maggio 2026

Un Salto in Salento - Quinta e ultima Tappa

Ciao a tutti. Questa mattina è stato davvero duro rimettersi in piedi. Questa notte ho scritto fino alle 3:30 ed è stato difficile preparare il pezzo per Cubo Viaggiatore. Descrivere un viaggio è una cosa, trovare le parole giuste per raccontare certe storie di vita è tutt’altra.

Ma mi fermo qui. La frenetica giornata di ieri ancora non mi è passata addosso. Oggi relax. Una vera tappa di turismo. Diciamo che abbiamo praticamente concluso in anticipo il nostro Tour: oggi e domani gireremo senza fretta, un po’ a caso. L’obiettivo è tornare verso la costa ionica, visitando i paesi che incontreremo lungo il percorso e poi raggiungere Maglie.

Partiamo con calma alle 8:30, dopo una buona colazione. Mi sembra di essere in Sicilia: ogni volta che provo ad avvicinarmi alla cassa mi dicono che qualcuno ha già pagato. Questa volta c’era lo zampino di Vincenzo, il figlio di Ada e Angelo. Insomma, ospiti fino all’ultimo.

C’è il sole, ma parto comunque con la mantellina. L’aria è fredda e soprattutto c’è vento. Che brutta compagnia. In questo viaggio non abbiamo fatto nemmeno una tappa senza vento. 

Ci dirigiamo verso Nardò, circa 25 km. La traccia di Komoot ci fa pedalare a zig zag tra stradine di campagna: si allunga un po’ il percorso, ma almeno viaggiamo tranquilli e lontani dal traffico, che oggi, essendo sabato, è decisamente più intenso.

Arriviamo a Nardò e puntiamo subito verso il centro storico. Mi devo ripetere: bella, bella davvero. Scatto tantissime fotografie, anche se il solito problema resta sempre lo stesso: le auto sono ovunque e fare belle foto senza macchine parcheggiate davanti ai monumenti è quasi impossibile.

Le chiese sono numerosissime, spesso una a poche decine di metri dall’altra, tutte molto curate. Passeggiando tra i vicoli si incontrano case storiche ricche di dettagli antichi: effigi, colonne, decorazioni scolpite nella pietra. Il tufo e la pietra leccese sembrano dominare ovunque.

Mi colpiscono molto anche l’ordine e la pulizia delle strade. Ripartiamo in direzione mare, puntando verso Porto Cesareo, cittadina decisamente votata al turismo.

Cosa vale davvero la pena vedere qui? Il mare. Sabbia bianchissima, porto naturale, lungomare curato… tutto molto bello. 

Davanti alla costa si susseguono piccoli isolotti che, grazie ai colori incredibili dell’acqua limpida, sembrano quasi atolli tropicali.

Siamo in una zona ricca di stagni e paludi costiere. Credo che in estate qui le zanzare facciano davvero festa

 Lasciamo Porto Cesareo in direzione nord.
Abbiamo fissato Maglie come meta di tappa: un giro da circa 100 km, per gran parte lungo la costa.

Da Porto Cesareo inizia l’area marina protetta. Molte zone sono recintate e i cartelli con i vari divieti ricordano molto quelli che avevo visto nei parchi marini della Sardegna.

C’è praticamente una sola strada principale, la litoranea, accompagnata però da tantissime strade bianche che, come i denti di un pettine, raggiungono le spiagge. Quasi tutte sono protette da dune di sabbia.

Oggi però, dopo la pioggia di ieri, molte di queste strade sono impraticabili: enormi pozzanghere e fango del colore del tufo. Ne percorriamo comunque un paio e, oltre a “tinteggiare” completamente bici e borse, ci rallentano parecchio.


Sono le 12:30. La litoranea è praticamente deserta. Decidiamo quindi di abbandonare la traccia indicata dal Garmin e in breve arriviamo a Torre Lapillo. 

L’antica torre, costruita per controllare i nemici provenienti dal mare, oggi è il simbolo della località. È ben conservata, probabilmente una delle più belle viste in Salento.

Anche qui: spiagge bianchissime e mare che, a seconda della luce, assume sfumature caraibiche. Riprendiamo a pedalare in direzione Punta Prosciutto. Mi incuriosisce molto il motivo di questo nome, così come mi incuriosisce il termine “Ciclonica”, con cui vengono indicate molte ciclovie del Salento.

Pedalo cercando di non sbagliare strada: il Garmin continua a suggerire deviazioni a ogni incrocio, ma siamo già abbastanza infangati. Così decidiamo di affrontare solo l’ultimo tratto sterrato che conduce a Punta Prosciutto.

Eccoci finalmente all’ultima meta della giornata dedicata al mare. Ci fermiamo per mangiare un po’ di frutta. Punta Prosciutto è uno sperone di roccia che interrompe una lunga successione di spiagge caraibiche e credo segni anche il confine dell’area marina protetta.

Mancano ancora circa 50 km per arrivare a Maglie. Durante la sosta Gianni cerca un posto dove dormire… ma niente. Tutto esaurito. Pensavo scherzasse: in questo periodo mi sembrava impossibile non trovare una camera.

Poco prima avevo sentito Ada al telefono per ringraziarla ancora dell’ospitalità. Con tono quasi di rimprovero mi fa notare che Sternatia dista solo 13 km da Maglie e ci invita a tornare a dormire da loro.

Non vorremmo arrecare ulteriore disturbo… ma potrebbe essere una bella occasione per offrire finalmente una cena e soprattutto passare ancora un po’ di tempo insieme. Io, in realtà, ho ancora mille curiosità e continuo a fare domande. Il “predestinato”, naturalmente, è Angelo… e la sua masseria.

Accettiamo l’invito, ma a una condizione: questa volta saranno loro nostri ospiti a cena. Cambiamo quindi itinerario. Faremo ritorno lungo la stessa strada fino a Nardò, per poi piegare verso l’entroterra e raggiungere Maglie passando da Galatone.

Il ritorno scorre più veloce. Il vento continua a soffiare, ma almeno ora ci arriva di lato. In una stradina di campagna completamente ricoperta d’erba noto due ragazzi su un carro trainato da un magnifico cavallo. Per un attimo mi sembra quasi un carretto siciliano.

La curiosità prende il sopravvento: torno indietro per fare una foto e, come sempre, iniziare a fare domande. Scopro così il “Traino”, tipico carro salentino un tempo utilizzato nelle campagne per il trasporto. Oggi viene usato soprattutto durante manifestazioni e sfilate tradizionali.

Per arrivare a Maglie decidiamo quindi di passare da Galatone. Bellissima. Un centro elegante, con un castello turrito circondato dal parco, chiese e palazzi storici tenuti benissimo. Le strade sono pulitissime, non una carta per terra.

In diversi punti del paese noto sculture in ferro raffiguranti bambini e adulti intenti a giocare. Non capisco bene se siano dedicate ai papà o ai nonni… spero ai nonni. Avevamo già visto qualcosa di simile, dedicato ai giochi antichi, durante il nostro giro in Basilicata, a Melfi.

Finalmente arriviamo a Maglie. La città è completamente addobbata a festa. Ed ecco spiegato perché tutti i B&B fossero pieni: oggi, come a Bari, si festeggia San Nicola.

Facciamo solo qualche foto veloce: luminarie e addobbi coprono quasi completamente monumenti e palazzi storici.

Una sosta per il caffè e poi via verso Sternatia, dove Ada ci aspetta. Alla fine salta fuori un giro da 132 km. Siamo soddisfatti.

Questa sera cena con Ada e Angelo. Gianni si concede un riposino, mentre io faccio una lunga passeggiata tra le campagne e poi mi siedo su una panchina insieme ad alcuni anziani del paese. Troppo simpatici. 

Anche qui, come in Sicilia, non si parla: si urla! Sembra sempre che stiano litigando, invece è semplicemente il loro modo di esprimersi, spesso molto colorito.

Raggiungiamo Ada e Angelo. Il ristorante è vicino. Cerchiamo quasi di imporci per offrire la cena, siamo sinceramente imbarazzati da tanta ospitalità… ma dentro di me avevo già capito come sarebbe andata a finire.

Riuscirò mai a sdebitarmi? Mi sa che dovrò davvero tornare e lavorare qualche giorno con loro in masseria. Durante la cena abbiamo parlato tanto. Ho espresso anche il mio pensiero su Vincenzo che, a trent’anni, si sta impegnando anima e corpo per portare avanti la masseria di famiglia.

In fondo, l’età per dare qualche consiglio ormai ce l’ho anch’io. Abbiamo mangiato benissimo, tutto a base di pesce. Qui l’ospitalità sembra davvero una regola di vita. Riportiamo Gianni in camera, praticamente rimboccandogli le coperte. Un angioletto.

Io invece torno ancora un po’ da loro. In casa c’è anche Vincenzo, visibilmente stanco dopo la giornata di lavoro. Restiamo a parlare ancora mezz’ora. Io avrei tirato fino a notte fonda, ma per loro domani non sarà certo domenica: la masseria e gli animali hanno bisogno di cure ogni giorno.

Li ringrazio di cuore. Spero davvero di rivederli presto. La nostra è una di quelle belle storie nate quasi per caso, ma con un’intesa immediata. Domani saremo a Lecce. Pochi chilometri ancora, poi lunedì il rientro a casa. Personalmente mi porterò dietro ricordi ed esperienze davvero bellissimi. Buona notte

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