Oggi si pedala, e anche con una certa fretta: dobbiamo lasciarci alle spalle questa “stamberga”, scrollarci di dosso il nervoso e tornare a concentrarci solo sul nostro Tour.
Con un po’ di fatica portiamo giù bici e bagagli. Il cielo è sereno, la temperatura è piacevole: condizioni perfette per partire. Direzione Bitonto. Non era in programma, ma in tanti ci hanno consigliato di farci un salto.
Tornare nel centro di Bari per visitarla di giorno diventa complicato, così decidiamo di puntare direttamente su Bitonto. Sono circa 20 km non previsti, quindi bisogna gestire bene i tempi per riuscire a fare qualche sosta tra paesi e monumenti.
Partiamo. Ho preparato la traccia con Komoot e caricata sul Garmin, ma ormai lo so: qualche sorpresa c’è sempre. Quest’anno, per evitare sentieri improbabili e tratti da enduro, ho impostato tutto in modalità cicloturismo… ma non basta.
Questi percorsi andrebbero controllati metro per metro. Infatti, i primi chilometri li percorriamo su strade bianche e pietraie. Bari è ben servita da ciclabili, ma appena ci si sposta nel primo entroterra la musica cambia.
Tra strade provinciali e qualche tratto più “avventuroso”, arriviamo finalmente a Bitonto.
Nonostante la stagione, incontriamo già molti turisti: un bel segnale per questi piccoli borghi che meritano davvero una visita.
Per tornare sulla nostra rotta originale decidiamo di evitare l’entroterra, così da limitare le sorprese. Puntiamo verso Bari Santo Spirito: una strada abbastanza veloce, poco traffico, ma anche poco da vedere, proprio come il lungo tratto di costa che ci riporta verso il centro di Bari.
Bari è una città che si sviluppa molto in lunghezza, quindi dobbiamo recuperare strada senza troppe soste, se non quelle “forzate” dalla traccia Komoot. E qui arrivano le sorprese: sterrate con guadi — per fortuna senz’acqua — che mi lasciano più che arrabbiato… direi proprio allibito.
Nel frattempo il cielo si fa grigio e si alza un vento sempre più forte. Dopo l’ennesimo tratto accidentato, con bici in spalla — e io pure con il carrello al seguito — decidiamo di puntare direttamente verso Mola di Bari, cercando di stare lontani dalla scogliera.
Attraversiamo Bari senza difficoltà: la città offre molte ciclabili, direi più che decorose e sicure. Alcune sono davvero belle, protette da muri a secco che separano dalle auto. In questo tratto incontro finalmente altri ciclisti, quasi tutti stranieri e con bici assistite.
La costa qui regala un po’ di tranquillità. Spesso la ciclovia corre parallela alla statale Adriatica che, per traffico e velocità, sembra quasi un’autostrada. Cominciano a comparire splendide masserie, molte con trulli disposti a triangolo, il tutto a meno di 100-150 metri dal mare. Poi un lungo tratto di parco affacciato sulla scogliera, punteggiato da antichi trulli: in una posizione così, i nostri antenati avevano davvero capito tutto.
Arriviamo a Mola di Bari abbastanza velocemente. Facciamo un giro rapido
in centro: una bella piazza, un paio di chiese… e si riparte. Gianni
inizia a chiedere informazioni ai locali — è il primo giorno, ci può
stare. Forse è solo un po’ indolenzito… dopotutto sono già cinque ore
che siamo in sella.
Ma il vero obiettivo di Gianni è Polignano a Mare: vuole fermarsi per mangiare la pizza presa nell’antico forno di Bitonto e fare una foto alla statua di Domenico Modugno. Alla fine lo facciamo entrambi.
Che dire… Polignano è un luogo da rivedere con calma, magari fermandosi almeno un giorno. È un paese bellissimo sotto ogni punto di vista. E poi il mare… incredibile.
Ma il vero obiettivo di Gianni è Polignano a Mare: vuole fermarsi per mangiare la pizza presa nell’antico forno di Bitonto e fare una foto alla statua di Domenico Modugno. Alla fine lo facciamo entrambi.
Che dire… Polignano è un luogo da rivedere con calma, magari fermandosi almeno un giorno. È un paese bellissimo sotto ogni punto di vista. E poi il mare… incredibile.
Scogliere spettacolari e un’acqua dai colori che vanno dal blu profondo al verde, fino al turchese. Le balconate sono piene di turisti e il colpo d’occhio è davvero mozzafiato. Non riuscivo a smettere di scattare foto.
Dovremmo ripartire, ma insisto per perderci ancora tra i vicoli del centro. Stradine strette che sbucano sempre sul mare, regalando scorci uno più bello dell’altro. La città è letteralmente invasa dai turisti, per lo più stranieri.
Col senno di poi, se avessi immaginato quanto fosse spettacolare questo posto, lo avrei scelto come meta vera e propria… non solo come tappa di passaggio.
Dovremmo ripartire, ma insisto per perderci ancora tra i vicoli del centro. Stradine strette che sbucano sempre sul mare, regalando scorci uno più bello dell’altro. La città è letteralmente invasa dai turisti, per lo più stranieri.
Col senno di poi, se avessi immaginato quanto fosse spettacolare questo posto, lo avrei scelto come meta vera e propria… non solo come tappa di passaggio.
A malincuore si riparte.
Sono convinto di aver visto troppo poco di Polignano a Mare, il paese di Domenico Modugno. Fa un certo effetto sentire “Volare” cantata da turisti russi… davvero incredibile.
Lasciamo Polignano e ci dirigiamo verso Monopoli. Dentro di me penso: “Quasi quasi la salto, così recupero un po’ di tempo”. È tardi, il vento è sempre più forte e, in fondo, nessuno mi ha parlato particolarmente di questa tappa.
Sono convinto di aver visto troppo poco di Polignano a Mare, il paese di Domenico Modugno. Fa un certo effetto sentire “Volare” cantata da turisti russi… davvero incredibile.
Lasciamo Polignano e ci dirigiamo verso Monopoli. Dentro di me penso: “Quasi quasi la salto, così recupero un po’ di tempo”. È tardi, il vento è sempre più forte e, in fondo, nessuno mi ha parlato particolarmente di questa tappa.
A parte la ciclovia costiera, immersa tra ulivi secolari e fichi giganteschi — peccato non siano ancora maturi.
Per fortuna non mi faccio influenzare troppo dai pensieri.
Monopoli merita. Non è Polignano, ma ci si avvicina: forse più grande, ma con lo stesso fascino. Questo tratto di costa è davvero unico, difficile da trovare altrove. Anche qui facciamo un giro veloce tra i vicoli affollati di turisti, poi si riparte.
Senza accorgermene devo aver interrotto giro e traccia sul Garmin… vedrò come sistemare con Cubo, che già sopporta le mie “nottatacce” per pubblicare i post.
Siamo a una ventina di chilometri da Ostuni. In lontananza si intravede già il bianco delle sue case. Mancano 8 km: la strada inizia a salire, prima dolcemente, poi sempre più decisa. Le gambe, già provate dal vento contrario, iniziano a farsi sentire.
Negli ultimi 4 km arriva anche la beffa: foratura alla ruota posteriore. Fermarsi sarebbe complicato, dovrei smontare tutto per recuperare la camera d’aria, e la strada non è delle più sicure. Decido quindi di proseguire, stringendo i denti. Peccato che la salita sia su sanpietrini e lastroni di pietra…
Finalmente arriviamo al B&B.
Doccia veloce e poi dritti in trattoria. Gianni non ha fatto altro che parlarmi per tutto il giorno delle orecchiette con le cime di rapa e della purea di fave con cicorietta novella… e aveva ragione: buonissime!
Magari Gianni non è un campione di orientamento, ma quando si parla di cucina mi dà punti. Merito anche di sua moglie Vilma, che ai fornelli ci mette passione vera.
Si torna in camera: Gianni crolla subito, io invece mi metto a scrivere.
Domani mattina visiteremo Ostuni con la luce del giorno, poi si riparte verso Torre dell’Orso.
Devo chiudere… ho la vista appannata.
A presto.
Per fortuna non mi faccio influenzare troppo dai pensieri.
Monopoli merita. Non è Polignano, ma ci si avvicina: forse più grande, ma con lo stesso fascino. Questo tratto di costa è davvero unico, difficile da trovare altrove. Anche qui facciamo un giro veloce tra i vicoli affollati di turisti, poi si riparte.
Senza accorgermene devo aver interrotto giro e traccia sul Garmin… vedrò come sistemare con Cubo, che già sopporta le mie “nottatacce” per pubblicare i post.
Siamo a una ventina di chilometri da Ostuni. In lontananza si intravede già il bianco delle sue case. Mancano 8 km: la strada inizia a salire, prima dolcemente, poi sempre più decisa. Le gambe, già provate dal vento contrario, iniziano a farsi sentire.
Negli ultimi 4 km arriva anche la beffa: foratura alla ruota posteriore. Fermarsi sarebbe complicato, dovrei smontare tutto per recuperare la camera d’aria, e la strada non è delle più sicure. Decido quindi di proseguire, stringendo i denti. Peccato che la salita sia su sanpietrini e lastroni di pietra…
Finalmente arriviamo al B&B.
Doccia veloce e poi dritti in trattoria. Gianni non ha fatto altro che parlarmi per tutto il giorno delle orecchiette con le cime di rapa e della purea di fave con cicorietta novella… e aveva ragione: buonissime!
Magari Gianni non è un campione di orientamento, ma quando si parla di cucina mi dà punti. Merito anche di sua moglie Vilma, che ai fornelli ci mette passione vera.
Si torna in camera: Gianni crolla subito, io invece mi metto a scrivere.
Domani mattina visiteremo Ostuni con la luce del giorno, poi si riparte verso Torre dell’Orso.
Devo chiudere… ho la vista appannata.
A presto.





























Massy manca ultimo. Pezzo, si può aggiustare?
RispondiEliminaCerto che si!
RispondiEliminaOra c'è tutto!
RispondiEliminaEccovi di nuovo in viaggio!
RispondiEliminaVi confermo Polignano come luogo da visitare più a fondo, magari con anche un bel bagno o meglio un giro in canoa sotto il paese
Si Franco confermo, merita davvero, devo tornarci con Maria
RispondiEliminaGrande Lorenzo
RispondiElimina♥️♥️
RispondiEliminaCiao Lorenzo, stai trascorrendo delle giornate meravigliose! In questo periodo puoi viaggiare tranquillo senza molto traffico e goderti il bello del paesaggio e di tutto quello che è buono 😛per rinforzare la tua fatica bellissima esperienza bravi!! Un abbraccio e buon proseguimento 👍👍👋😘
RispondiEliminaBei posti
RispondiEliminaCiao Lorenzo❤️ Spero tantissimo che ogni posto che stai vedendo ti lasci negli occhi la stessa meraviglia che tu lasci nel cuore delle persone.
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