giovedì 1 novembre 2018

Giro del Peloponneso in Bicicletta di Leandro e Loredana

Leandro e Loredana che abbiamo già conosciuto nella loro giro della Corsica ci contattano anche per condividere uno stupendo diario di Viaggio, Nel 2007 la coppia di Gradara intraprende questa avventura (per chi ha già pedalato in Grecia sa che si tratta di una vera e propria sfida,) percorrendo il periplo del Peloponneso, viaggio di 900 Km che loro stessi definiscono dai "mille contrasti". Il diario è molto dettagliato e ricco di informazioni e particolari,  Cuboviaggiatore per i suoi lettori non vuole certo fare una sintesi e lo pubblica nella sua interezza. Il racconto sarà quindi suddiviso in post, relativi alle singole tappe, che racconteranno le imprese giornaliere di Leandro e Loredana. Iniziamo con la preparazione e la Premessa continueremo poi con le tappe.

Diario di Viaggio a cura di Loredana e Leandro

Premessa


Quello che vi accingete a leggere è il diario del viaggio fatto. Non contiene nozioni di carattere storico-culturali sulla Grecia (sono appena accennate) ma si limita alla cronaca degli eventi giornalieri cercando di trasmettervi quanto più possibile le sensazioni e le emozioni che abbiamo provato unitamente alle situazioni che abbiamo vissuto, tentando, se possibile, di darvi l’impressione di averle vissute assieme a noi. Nulla di trascendentale, naturalmente, ma le tante situazioni in cui ci siamo trovati sono di quelle che “ti rimangono dentro” e, pur nella consapevolezza che quelle vissute in prima persona sono difficilmente esternabili, dà piacere raccontarle a chi le sa apprezzare.

Preparativi


Alla fine dell’estate del 2006 cominciamo a pensare alle vacanze del 2007. Il primo pensiero è rivolto all’isola di CRETA sulla quale raccogliamo della documentazione. La prima cosa che salta all’occhio è il fatto che sui traghetti dovremmo passare quasi due giorni per un solo tragitto quindi quattro giorni su una dozzina disponibili sarebbero decisamente troppi. Pausa di riflessione e poi, tempo dopo, ritornando sull’argomento si comincia a valutare la zona della GRECIA a noi più vicina, il Peloponneso. Dopo le prime valutazioni positive sulla eventualità, il primo dubbio: ci andiamo in camper o no? L’alternativa sarebbe la riedizione dell’”avventura” di due anni prima, il giro della CORSICA in bicicletta.

Due situazioni completamente diverse. Con il nostro camper la vacanza avrebbe connotati prettamente turistici con le inevitabili e doverose sfumature storico-culturali. La seconda eventualità sarebbe caratterizzata da un aspetto decisamente fisico-naturalistico. Sulla decisione si valuta e si riflette per diverse settimane per poi arrivare alla conclusione: lo facciamo in bici! Col camper ci potremo sempre tornare. Inizia così la ricerca in internet di documenti e diari di viaggio di chi ha effettuato prima di noi il giro in quella parte di terra ellenica. Ne troviamo diversi, uno di questi, fatto in moto l’anno prima da una coppia di veneti, si avvicina abbastanza al percorso da noi ipotizzato. Cominciamo a delineare le tappe, la loro lunghezza e difficoltà, cominciamo la ricerca di alberghi dove alloggiare che sono collocati lungo il percorso, ci facciamo inviare della documentazione dall’Ente per il Turismo Ellenico, prendiamo confidenza con i termini più comuni della lingua greca e poco a poco ci convinciamo di poterci riuscire. La convinzione naturalmente deriva in prevalenza dal fatto che fisicamente ci sentiamo abbastanza bene e in condizioni tali da poter affrontare un percorso di circa 900 km (in CORSICA furono 710).

Domenica 27 Maggio


Cominciamo ad accantonare le cose che ci accompagneranno in questa nuova avventura. La lista è lunga e la distesa di cose scelte ci mette un po’ di apprensione ma non ci facciamo scoraggiare da una ventina di chili da portare a spasso per una decina di giorni nelle borse e borselli con cui “addobberemo” le nostre bici. In questo caso l’esperienza precedente ci è di grande aiuto e conforto. Infatti, come fatto due anni fa, abbiamo preparato un opuscolo contenente la lista di cose da portare via e mano a mano che finiscono nel mucchio vengono spuntate: una nutrita lista di alberghi che si trovano lungo il percorso (indipendentemente da dove contiamo di pernottare), cartine del percorso, alcune piantine delle principali città che attraverseremo, una lista di una cinquantina di termini greci e il loro significato, dei fogli vuoti dove giornalmente prendere appunti con lo scopo di redigere il diario che faremo (questo che leggete).

Martedì 29 pomeriggio


Sistemiamo le bici in auto con le ruote anteriori smontate. Domani avremo poco tempo perché in mattinata lavoriamo entrambi, in laboratorio abbiamo diverse cose da sistemare e da lasciare in modo tale da creare il minor disagio possibile ai colleghi.

Mercoledì 30 ore 14:00


Carichiamo in macchina borse, borselli, zainetti e tanta speranza, non manca nemmeno quel pizzico di follia che molti ci hanno accreditato e con nostro figlio ci dirigiamo verso ANCONA. Alle 14:45 siamo al porto, ricomponiamo le bici cui fissiamo le borse e tutto ciò che deve venire con noi e salutiamo Simone che lascia trapelare un evidente stato di stupore e perplessità nel lasciarci. Conosciamo questo stato d’animo. E’ lo stesso che provammo noi, due anni prima, al momento di lasciare l’auto in un garage a LIVORNO per avviarci verso il porto diretti in CORSICA. Tutto quello su cui possiamo contare nei prossimi 12 giorni è sotto il nostro sedere. Simone tornerà a casa in auto, due cose che danno ben altra sicurezza e tranquillità rispetto alla nostra condizione! Ci dirigiamo alla biglietteria dove acquistiamo il biglietto di andata e ritorno con condizione Open, cioè con la possibilità di scegliere il giorno del ritorno, poiché ovviamente non abbiamo alcuna sicurezza di essere al porto in un giorno preciso.

Alle 15:10 saliamo in nave, sistemiamo le bici in un sottoscala-ripostiglio che ci hanno indicato e poi ci affrettiamo ad abbandonare i garage perché i veicoli che entrano, particolarmente gli autotreni, rilasciano una notevole quantità di gas di scarico ed è impossibile rimanere lì a lungo. Ci chiediamo come facciano gli addetti alla gestione del carico che per tutto il tempo respirano quell’aria! Saliamo fino il ponte 9 dove un addetto al controllo dei biglietti, guardandoli, ci “rimprovera” con un perentorio: ”chi ha strappato questo!” (ahiahi, cominciamo bene!), gli diciamo che è stato il suo collega alla rampa di accesso alla nave, per cui si tranquillizza e ci fa passare. Saliamo fino al ponte 10 e ci accomodiamo in un ambiente il cui arredo ci suggerisce possa essere un bar. Non c’è nessuno e non abbiamo visto alcun cartello che regolamenti l’accesso al locale per cui ci sistemiamo comodamente sui divanetti, per il momento ci va bene poi si vedrà. Cerchiamo dei giornali, ma a bordo non ce ne sono. Alle 16:00 si parte. Staremo sulla nave circa 22 ore, speriamo di non annoiarci. Alle 20:00 ceniamo al self-service: roast-beef con abbondanti porzioni di patate, 2 tipiche insalate greche, birra e te: 28€. Al termine ci trasferiamo per un’oretta a poppa della nave ad assistere all’imperdibile tramonto.

Alle 23 circa siamo all’altezza del GARGANO, del quale si vedono bene le luci sulla costa. Anche la luna piena, in direzione della prua, illumina il tratto di mare che affianca la nave. Nel frattempo il locale dove siamo tornati si anima, poco dopo scopriamo che una discoteca! Un po’ per il fumo un po’ per la musica non proprio di sottofondo, cambiamo postazione e riusciamo a dormire qualche mezzora sulle poltroncine davanti al bar al piano inferiore poi, verso le 2:00, torniamo al nostro posto. La discoteca ha chiuso e così sui divanetti abbastanza comodi dormiamo fin verso le 6:30, proprio quando la nave inizia a costeggiare KERKIRA (CORFU’). Un paio d’ore dopo attracchiamo a IGOUMENITSA, sede del maggiore porto commerciale greco, da cui parte la principale via di comunicazione verso il sud-est europeo e la TURCHIA (infatti scendono parecchi autotreni saliti ad ANCONA). Meno di un’oretta più tardi si riparte e si prosegue fra isole, isolette e continente, il tempo è buono, 28 gradi la temperatura, solo poche nuvole bianche sparse, il mare è quasi calmo e solcato da molte barche a vela su un mare blu scuro con striature di azzurro elettrico molto d’effetto. Oltre ITHAKI (ITACA) si comincia a vedere la costa settentrionale del PELOPONNESO e in prossimità di PATRA (PATRASSO) si distingue l’imponente struttura del ponte di RIO. Alle 13:50 la nave attracca con lieve ritardo e poco dopo siamo con piedi e ruote su quella terra che calcheremo per diversi giorni.


Le Tappe


Prima Tappa: Patra - Kratio (72 Km 31 Maggio 2007)

Partenza: ore 14:00
Arrivo: ore 19:00
Velocità media in bici: 19 Km/h

Seconda Tappa: Kratio - almiri (87 Km 1 Giugno 2007)

Partenza: ore 07:50
Arrivo: ore 15:50
Velocità media in bici: 17,7 Km/h

Terza Tappa: Almiri - Nafplio (84 Km 2 Giugno 2007)

Partenza: ore 08:00
Arrivo: ore 17:00
Velocità media in bici: 15 Km/h

Quarta Tappa: Nafplio - Leonidio (85 Km 3 Giugno 2007)


Partenza: ore 08:00
Arrivo: ore17:30
Velocità media in bici: 15,5 Km/h

Quinta Tappa: Leonidio - Githio (88 Km 4 Giugno 2007)

Partenza: ore 08:00
Arrivo: ore 18:30
Velocità media in bici: 13,3 Km/h

Sesta Tappa: Githio - Stoupa (59 Km 5 giugno 2007)

Partenza: ore 11:00
Arrivo: ore 17:30
Velocità media in bici: 13,3 Km/h

Settima Tappa: Stoupa - Koroni (99 Km 6 Giugno 2007)

Partenza: ore 08:30
Arrivo: ore 18:15
Velocità media in bici: 14,8 Km/h

Ottava Tappa: Koroni - Filiatra (88 Km 7 giugno 2007)

Partenza: ore 08:00
Arrivo: ore 18:30
Velocità media in bici: 12,5 Km/h

Nona Tappa: Filiatra - Katakolo (113 Km 8 giugno 2007)

Partenza: ore 08:30
Arrivo: ore 19:00
Velocità media in bici: 16,3 Km/h

Decima Tappa: Katakolo - Kilini (51 Km 9 Giugno 2007)

Partenza: ore 08:00
Arrivo: ore 13:30
Velocità media in bici: 15,1 Km/h

Undicesima Tappa: Kilini - Tsoukaleika (66 Km 10 Giugno 2007)

Partenza: ore 08:00
Arrivo: ore 14:00
Velocità media in bici: 17,2 Km/h

Dodicesima Tappa: Tsoukaleika - Patra (18 Km 11 Giugno 2007)

Partenza: ore 09:00
Arrivo: ore 11:00
Velocità media in bici: 9,0 Km/h


Conclusioni


Lo scopo del nostro viaggio era in parte provare a noi stessi di riuscire a portarlo a termine senza troppe difficoltà in parte quello di tentare di conoscere questa zona della GRECIA, il territorio, la gente, le loro usanze, il cibo, il loro modo di vivere ed il rapporto con i turisti stranieri, per quanto noi fossimo dei turisti un po’ particolari. Crediamo di essere riusciti a conoscere questa GRECIA e questi greci. Precisiamo “questa GRECIA” perché probabilmente quella delle isole dell’Egeo ha un aspetto diverso, essendo prevalentemente territorio turistico e forse anche quella continentale, confinante a nord con i paesi dell’est EUROPA e la TURCHIA potrebbe essere diversa; speriamo di poterle conoscere meglio in futuro. Sicuramente quella da noi visitata non l’abbiamo conosciuta in modo approfondito (i mezzi ed il tempo a disposizione non concedevano molto), ma possiamo senz’altro lodare queste genti per l’accoglienza e la cordialità con cui ci hanno accolti nei luoghi frequentati. In alberghi e ristoranti, possiamo dire che lo hanno fatto anche oltre quanto fosse doveroso nel loro ruolo, e questo si notava in particolari e sfumature del comportamento.

Abbiamo anche percepito una idea di vita diversa da quella a cui noi siamo abituati. Alla nostra frenesia, stress, egoismo, cura dei particolari, invidia, arrivismo, si contrappone la calma e l’essenzialità. Ci è sembrato di capire che qui l’importante è vivere con dignità, tutto il resto è superfluo e non merita troppa attenzione e cura. Probabilmente questo è più accentuato al sud del Peloponneso dove ci sono piccoli paesi che sembrano quasi sonnolenti perché al nord, fra PATRA e KORINTHOS, sembra esserci più vigore, più vitalità. Qui però sono evidenti alcuni dei “mille contrasti” del sottotitolo. Ai bordi delle strade ci sono tantissime bottiglie in plastica, vetro, barattoli e carte varie che stridono fortemente con il verde degli ulivi e l’azzurro del mare e del cielo. Contrasti forti sono presenti in tutta la penisola. Alle bellezze naturali si accoppia la trascuratezza di molte strade; nuove costruzioni incomplete abitate da… capre; villette in pietra, strette e alte, abbastanza modeste, costruite in magnifici posti panoramici o a due passi dal mare; alcuni alberghi dal prezzo sproporzionato rispetto alla qualità offerta; auto nuove, curatissime, ed altre vecchissime, senza fanali e con targa illeggibile; la elevata velocità tenuta dai veicoli sulle strade statali e la mancanza di qualsiasi traccia di incidente. Tanti altri particolari sono in evidente contraddizione con l’ambiente, con le persone e con la storia, che spesso ci hanno lasciato perplessi.

Il viaggio è risultato essere una bellissima esperienza, ricca di particolari sensazioni che probabilmente si possono avere solo viaggiando in bici. Sensazioni diverse da quelle che si possono avere viaggiando con la moto o l’auto con le quali, ad esempio, si può molto più facilmente cambiare percorso, o tornare indietro a rivedere qualcosa. In bici è più difficile che sfuggano i particolari: case, vegetazione, fauna, panorami. La strada e i suoi dintorni si possono osservare metro dopo metro, e nelle impegnative salite centimetro dopo centimetro, compresi molti dettagli che si vedono una volta sola. Il tornare indietro, salvo casi di vitale necessità, non è previsto e psicologicamente rifiutato. Forse il bello sta anche in questo.
Per tutto il tempo passato pedalando la mente era occupata solo da quello che stavamo facendo, lasciando molto lontani i problemi che a casa e al lavoro, piccoli che fossero, ci impegnavano quotidianamente. I pensieri erano più che altro rivolti a sperare che oltre quella curva la salita terminasse o che ci fosse una bella ombra in cui fare una piccola sosta. Altra preoccupazione, se così si può definire, era spesso che la discesa non fosse troppo ripida; per quanto piacevole, sicuramente sarebbe stata seguita da una meno piacevole salita.
L’augurio che facciamo a chi ne ha la possibilità di fare un viaggio simile è quello di provarci, difficilmente ne rimarrà deluso. A noi stessi auguriamo di poter fare presto un altro viaggio alla scoperta di un’altra terra amica.

4 commenti:

  1. Un grazie a Cuboviaggiatore che con il suo lavoro ci da la possibilità di condividere questi bellissimi viaggi in bicicletta. un grazie a Loredana e Leandro, vi ho letto, spesso sono riuscito a sentirmi al vostro posto. Tanti i dettagli su cui fare domande, ma chissà se un giorno riusciremo a fare una serata tutta per noi ciclo viaggiatori per raccontarci e approfondire le nostre conoscenze e scambiarci esperienze. Bravi e grandi

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    1. Grazie a voi per i bellissimi contributi che mi date la possibilità di condividere.

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    2. Caro Lorenzo, ringrazio per gli apprezzamenti. Vederci e raccontarci? Mai dire mai, sarebbe molto piacevole.

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  2. ps. bellissima la foto della lista, quante volte fatta e rifatta per arrivare al peso giusto. Bravi

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